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Saluto tutti gli utenti di questo sito,

ho deciso di pubblicare periodicamente, in questa sezione del mio sito, alcune brevi lezioni dedicate a dissipare qualche dubbio di chi si avviciuna da neofita alla scultura lignea.
Come saprete mi chiamo Stefano Arnodo e scolpisco per professione dal 2009 e, come faccio nei corsi di scultura o nei week-end di insgnamento, cercherò di mettere a disposizione anche virtualmente le mie conoscenze per chi ha la mia stessa passione.

Il motivo che mi spinge a condividere quello che ho appreso nel tempo è la convinzione di imparare spiegando; non c'è stata volta in cui ho aiutato qualche allievo dei corsi e non me ne sia arricchito io stesso.
Mi disse una volta una persona di cui ho molta stima che per saper spiegare bene bisogna conoscere l'argomento approfonditamente e non c'è miglior metodo dell'insegnamento per mettere in discussione le proprie conoscenze.
Credo inoltre che nella vita ci sia sempre da imparare e ascolto sempre con attenzione chi ha esperienze da raccontare.
In qualità di amministratore di questo sito vi invito pertanto a commentare senza timori gli articoli e, se non ancora trattati, a porre nuovi quesiti.

Buona lettura! Stefano.

 

Saluto tutti gli utenti di questo sito,

ho deciso di pubblicare periodicamente, in questa sezione del mio sito, alcune brevi lezioni dedicate a dissipare qualche dubbio di chi si avviciuna da neofita alla scultura lignea.
Come saprete mi chiamo Stefano Arnodo e scolpisco per professione dal 2009 e, come faccio nei corsi di scultura o nei week-end di insgnamento, cercherò di mettere a disposizione anche virtualmente le mie conoscenze per chi ha la mia stessa passione.

Il motivo che mi spinge a condividere quello che ho appreso nel tempo è la convinzione di imparare spiegando; non c'è stata volta in cui ho aiutato qualche allievo dei corsi e non me ne sia arricchito io stesso.
Mi disse una volta una persona di cui ho molta stima che per saper spiegare bene bisogna conoscere l'argomento approfonditamente e non c'è miglior metodo dell'insegnamento per mettere in discussione le proprie conoscenze.
Credo inoltre che nella vita ci sia sempre da imparare e ascolto sempre con attenzione chi ha esperienze da raccontare.
In qualità di amministratore di questo sito vi invito pertanto a commentare senza timori gli articoli e, se non ancora trattati, a porre nuovi quesiti.

Buona lettura! Stefano.

 

Attrezzatura di base

 Attrezzatura di base

All'inizio capita a tutti di avere dei dubbi quando, decisi ad acquistare uno scalpello e giunti dal nostro fornitore di fiducia, ci si trova davanti una quindicina di profili diversi, ognuno di essi é fabbricato in una dozzina di larghezze e a volte per ogni profilo possiamo scegliere diversi tipi di fusto (curvo, a cucchiaio, a cucchiaio rovesciato, a fusto strozzato), e via discorrendo.

Come possiamo districarci in questa impresa scomoda e rischiosa (visto il prezzo da pagare!), senza che arrivati a casa e impugnati sgorbia e mazzuolo ci rendiamo conto che l'utensile non ci soddisfa o peggio ancora non é proprio adatto al tipo di lavorazione che ci si aspettava?
Provo a darvi qualche consiglio.

 

Un breve antefatto
I primi scalpelli acquistati anni fa erano dei ferri da falegnameria, uno piatto e uno tondo di misura media. Nonostante "masticassi" fin da piccolo questo genere di attrezzi non sapevo che per scolpire erano in commercio degli utensili molto più performanti, mi feci bastare quello che avevo.

La prima scultura fu un vero parto, non avevo un metodo, ho utilizzato parecchio la raspa da legno e per rifinire alla meno peggio ho acquistato un Dremel nuovo e l'ho consumato.
Il risultato fortunatamente mi ha entusiasmato parecchio ma, se parafrasando una famosa pubblicità "aumentare l'autostima non ha prezzo, per tutto il resto c'è il portafogli", ragionando sull'aspetto costi - benefici ero sicuramente in perdita.
Fortunatamente mi sono imbattuto nel manuale di scultura di Giuseppe Binel e ho cominciato a capire che forse mi serviva l'attrezzatura adatta.

I primi acquisti seguivano una logica improvvisata, cito solo i profili mentre le ampiezze mi sembrno superflue:

un "V" con angolo stretto (N°15) , uno a 90° (N°13) , uno scalpello piatto (N°1), una sgorbia quasi piatta (N°3) e una semitonda a fusto curvo ( N°7 L) perchè fatta così sembrava utilissima...
Effettivamente le cose migliorarono ma paradossalmente alcuni scalpelli non sapevo come sfruttarli e quindi non li utilizzavo affatto. Fu solo dopo essermi iscritto al primo corso di scultura che ho potuto comprendere i miei errori. Questa guida mi auguro aiuti a dissipare alcuni dubbi che, come raccontato nell'aneddoto, io stesso ho incontrato agli inizi.

Quale scalpello acquistare per iniziare?
Ovviamente ogni scalpello esprime al meglio le sue potenzialità se utilizzato correttamente e come capirai da solo non occorre possedere tutto il catalogo per scolpire bene, con pochi atrezzi, ma di quelli giusti, si ottengono dei risultati soddisfacenti.
Facile no?
Ok, immagino la tua faccia perplessa, messa giù così è un'affermazione rincuorante ma inutile...
Passiamo allora alla spiegazione di quali siano nel mio caso gli scalpelli effettivamente più utilizati, perchè e come usarli al meglio.

Gli scalpelli che utilizzo maggiormente sono:

  • il profilo 12 da 8mm.

  • il profilo 3 da 20 mm.

  • il profilo 1 da 12 mm.

  • il profilo 9 da 7 e da 15 mm.

  • il profilo 11 da 4 mm. Tutti sono a fusto dritto.


Puoi notare che rispetto al catalogo sono delle ampiezze intermedie, ne troppo larghe ne troppo piccole, permettono infatti di risolvere molte situazioni che si presentano frequentemente.

Lo scalpello 12/8 (profilo 12 quindi scalpello a V) é uno degli utensili che per primo viene utilizzato in fase di scultura. Se facciamo con la matita un disegno da scolpire sul legno, potremmo subito delimitarne il profilo esterno con il V creando un solco che separerà il materiale di scarto (da asportare in seguito) dal legno che contiene il futuro oggetto. Sostanzialmente lo scalpello a V in questo caso si usa come fosse un pennarello che ripassa (scostandosi leggermente all'esterno) il profilo del disegno. Sommando più passate si ottiene la profondità desiderata.

La sgorbia 3/20 é un'ottimo strumento per asportare velocemente materiale; rapportandoci all'esempio precedente se vogliamo levare il materiale in eccesso all'esterno del disegno, lasciando una superficie pressoché pianeggiante, conviene usare il 3/20. Il motivo per cui utilizzo una sgorbia invece di uno scalpello piano e chè la superficie piatta del profilo dello scalpello continua fino alle sue estremità (o ali dello scalpello). Se devo scavare, anche poco, su una superficie piana, probabilmente gli spigoli esterni del tagliente (ali) si infileranno leggermente sotto al legno sbrecciando e rigando il fondo. Accumulando passate su passate avrò una zona piena di rigacce e frammenti di legno strappati.

La sgorbia n°3 essendo leggermente curva nel tagliente lavorerà solo nella parte centrale lasciando fuori le ali dal fondo in lavorazione, le scalpellate saranno sotto controllo e la superficie finale sarà perfettamente intagliata. Non utilizzo il profilo 2 poichè trovo che permetta solo una minima asportazione di materiale, anche se a volte potrà essere utile, il suo comportamento risulta molto simile allo scalpello piatto.

Lo scalpello 1/12 lo consiglio per incidere tacche rettilinee precise. Capita a volte di avere a che fare con tratti perfettamente dritti che solo con molta difficoltà possono essere tracciati con il V, questa situazione è ideale per il profilo 1, cioé piatto.
Effettuando una tacca ed eventualmente aggiungendone altre si segna con facilità il confine del truciolo che con un'altro scalpello come il 3/20 potrà essere inciso.

Le sgorbie 9/7 e 9/15 a differenza dell profilo n°8 (semitondo) permettono scavi in profondità poichè il profilo non é semplicemente curvo ma anche leggermente a "U" e quindi le ali sono per un breve tratto perpendicolari allo scavo; risulterà molto improbabile che le estremità passino sotto al legno sbrecciandolo.

La sgorbia 11/4 essenzialmente a "U" riprende le caratteristiche appena spiegate portandole agli estremi. In questo caso la dimensione da 4 mm. consente la creazione di gole molto strette avendo ali molto alte; credo sia abbastanza complicato usare uno scalpello 9/4 in molteplici passate per ottenere lo stesso risultato di un 11 (per questo non lo consiglio di questa dimensione), al contrario un 11/7 riesce a fare lo stesso lavoro del 9/7 ma in alcuni casi di sottosquadro le ali possono interferire col materiale. Gli 11 sono molto utili per occhi, orecchi, perimetro di confine tra capelli e fronte ecc.. e per utenti con media esperienza, in combinazione con i 9, 7, 5, 3 e in molteplici dimensioni, divengono fondamentali nella modellazione di superfici ondulate come capelli, vestiti e drappeggi.

Sarebbe buona regola prima di acquistare altre misure l'aver fatto pratica con quelle di base appena descritte, ho infatti riportato sinteticamente solo alcune delle infinite possibilità di impiego degli attrezzi, solo l'approccio diretto ti consente di confrontarti con la materia e con le tue capacità e imparare lavorando.

Consigli ulteriori

 Consigli ulteriori e considerazioni

Se sei in procinto di acquistare uno scalpello a V ti consiglio di non orientare la scelta su profili n° 13,14,15 (Rif. cat. Pfeil) con angoli di 90° o 56° o 45°, molto meglio il 12 con angolo di 60°. Il motivo sta nel fatto che un'angolo di 90° a dispetto dell'idea preconcetta della sua perfezione, non verrà quasi mai utilizzato a meno che non si eseguano lavori di restauro mobili, liuteria, cornici ecc.. raramente ci si imbatte in tale necessità e, tra l'altro, se possediamo uno scalpello a V da 60° potremo eseguire ulteriori passaggi fino ad ottenere l'angolo desiderato.

Il profilo da 56°, il n°14, ha la caratteristica di possedere un arrotondamento al vertice di congiunzione delle due superfici angolate. Una delle caratteristiche del V sta proprio nel fatto che il segno che lascia sul legno risulta spigoloso nel fondo, questa prerogativa serve per dare risalto alla scalpellata che spesso sottolinea un profilo, una decorazione e via dicendo. Il vertice arrotondato seppure possa essere utile talvolta, nella norma dovrà essere ripassato con un V "normale".

Il numero 15 possiede un angolo di 45° che crea un truciolo molto alto e stretto che fatica a scivolare nello scalpello, tende a spingere molto sui piani laterali dei taglienti rallentando di molto la corsa dell'utensile; questo comportamento ne consiglia l'utilizzo superficiale, pena una rottura che scaricherà la pressione interna del truciolo separando il punto di congiunzione delle due lame con una vistosa crepa. In genere per ripristinare l'utensile si eliminano completamente i taglienti fino all'annullamento della fenditura, si tratta di un operazione lunga e che accorcia di qualche centimetro (!) l'utensile.

Per mia esperienza personale non consiglio scalpelli a V Pfeil n°12 di ampiezza superiore agli 8,10 mm.
Seppure sia la marca d'eccellenza per quanto mi riguarda, la precisione con la quale in fase di costruzione vengono ripassati gli angoli interni dell'utensile affilandoli con una mola, se normalmente li rende precisissimi nelle piccole dimensioni, diventa controproducente nelle medio grandi. Secondo la mia esperienza, come già accennato per il profilo 15, la zona critica del V è la congiunzione delle due pareti inclinate. Quando si effettua parecchia forza, ad esempio battendo con il mazzuolo in fase di sgrosso, le sollecitazioni che si creano nel vertice, se trovano una sede che indebolisce l'adesione delle due pareti, tendono a creare una crepa proprio dove è stata eliminata la normale rotondità creata dal maglio nel formare l'angolo. Consiglio quindi la marca Stubai che é di altrettanto buona fattura ma più robusta nell'angolo interno del V, leggermente tondeggiante, non essendo molata con eccessiva precisione. Ricordo che lo scalpello a V da 60° della Stubai é contrassegnato dal n° 41.

Impariamo a conoscere l'attrezzatura

 Impariamo a conoscere l'attrezzatura

Gli scalpelli e le sgorbie sono gli strumenti essenziali per lo scultore.
La differenza tra scalpello e sgorbia sta nel profilo del tagliente, gli scalpelli hanno il tagliente piatto, oltre a quelli da scultura se ne trovano in qualsiasi ferramenta, sono i classici scalpelli da falegname per intenderci.
Le sgorbie invece hanno il profilo tagliente curvo. Nella fotografia seguente puoi notare a sinistra due scalpelli con lo stesso profilo ma di ampiezze dissimili e a destra due sgorbie con profili curvi ma diversi, nella fattispecie una ha un profilo 5 e l'altra un 9.

 

La numerazione dei profili é trattata di seguito.

Immagine019

Per distinguere i vari utensili tra di loro, come avrai osservato nella frase precedente, si utilizzano dei numeri, sono gli identificativi dati dal costruttore che generalmente vengono stampigliati sulla base della lama, nei pressi del manico. Questi numeri, bisogna avvertire, possono cambiare da un produttore all'altro.
Normalmente la numerazione parte dall 1 e identifica lo scalpello piatto e prosegue aumentando di valore man mano che la curvatura dell'utensile aumenta.

Ricordati che dal fornitore, piuttosto che con altri appassionati risulta abbastanza complicato spiegarsi senza conoscere almeno superficialmente il sistema di denominazione. Un minimo di impegno iniziale aiuterà in futuro.

Nell'immagine seguente, tratta dal catalogo di una delle marche più performanti di scalpelli e sgorbie (PFEIL), puoi comprendere meglio quanto appena affermato.

PFEIL

 In riferimento all'immagine precedente puoi notare:

- il N°1, lo scalpello piatto, mentre l'1S ha la lama piatta ma obliqua in rapporto allla lunghezza o al manico
- dal N°2 all' 11 sono sgorbie, quindi profilo curvo
- dal N°12 al 15 sono scalpelli a V, scalpelli in quanto si tratta di due scalpelli piatti uniti fra loro a formare una V, notate i diversi angoli di costruzione

Non c'è da diventare matti, sembra tutto molto più complicato di quello che é realmente...
Tanto per cominciare io chiamo genericamente l'attrezzatura scalpelli o sgorbie indipendentemente dal fatto che siano realmente appartenenti alle rispettive "famiglie", se non é fondamentale per la comprensione dell'atrezzo non sottilizzo troppo. L'importante è saperli distinguere in caso di bisogno. D'ora in poi quindi utilizzerò entrambi indistintamente ma specificherò in grassetto se necessario.

Nell'immagine precedente puoi notare che vi sono diverse ampiezze dello stesso numero di profilo del tagliente; i numeri a fianco delle misure indicano la dimensione in millimetri dell'ampiezza massima dello scalpello, il profilo N°3 ad es. va dai 3 mm. ai 35. (anche se non vengono riportate, quasi per tutti i profili vi sono altre misure agli estremi di quelle pubblicate indicativamente a catalogo).

Come già detto il N° del profilo é riportato sulla base dell'utensile mentre per quanto riguarda la misura, la marca PFEIL usa riportare sul manico i dati identificativi. Troverai dunque la dicitura N°profilo/msura in mm.
Per fare un esempio in rapporto al catalogo sopra, il primo scalpello in alto a sx. sarà segnato come 1/2 equivalente al profilo N°1 e ampiezza 2 mm.

Ancora su scalpelli e sgorbie

Ancora su scalpelli e sgorbie

Ecco una sgorbia con uno dei profili più utilizzati, il profilo n°3, in questo caso con una ampiezza di 30 mm.

Immagine010

e di seguito alcune sgorbie e scalpelli a v di varie dimensioni e profili

Immagine013

 Gli scalpelli visti fin'ora hanno tutti la particolarità di avere il fusto dritto.
In alcuni casi può risultare molto difficile raggiungere la zona da lavorare con questo tipo di forma longitudinale dell'utensile per un'infinità di cause:
un particolare che impedisce di inserire uno scalpello dritto, una conca da cui non riusciamo a risalire, una nicchia troppo stretta in cui non si riesce a pulire il fondo a dovere...
Per ovviare a queste situazioni esistono alcune forme particolari che potete osservare nell'immagine seguente rapportate al fusto dritto (all'estrema destra)

Immagine021

 Da destra verso sinistra sono: fusto dritto, curvo, a cucchiaio, a cuchiaio rovesciato e a fusto strozzato.

Video lezioni per chi inizia

Video lezioni per chi inizia

 

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